COME E DOVE NASCONO I FUNGHI? ed ancora, cosa sono esattamente i funghi?

Di Fabrizio del 7 agosto, 2009, 6:05 pm


funghi-come-dove-cosaPrima di tutto: Cosa sono esattamente i funghi?
I funghi appartengono al regno vegetale, ma non hanno foglie, fusti, fiori, radici; pertanto si riproducono per mezzo delle spore, corpiccioli microscopici corrispondenti ai semi delle piante superiori, dalla cui germinazione si forma il micelio, un intreccio di minutissimi filamenti, detti ife, seminascosti nel terreno o sotto lo strato fogliare.
E’ il micelio il vero fungo, mentre quello che comunemente viene indicato con questo nome altro non è che il carpoforo, ossia il frutto.
I fattori climatici favorevoli alla nascita dei funghi sono le alte temperature congiunte all’umidità atmosferica, mentre il caldo secco, il vento e il freddo fungono da ostacolo.
Spetta al naturalista fiorentino Pier Antonio Micheli (1679-1737), il merito incontestabile di aver scoperto le spore, sconfessando con questa geniale scoperta la teoria della “generazione spontanea dei funghi” che dominava incontrastata negli ambienti scientifici del suo tempo.
Fu botanico di corte del Granduca Cosimo III de’ Medici, e questa importante carica (ottenuta non senza fatica, perché non aveva seguito studi scolastici regolari) gli consentì di girare in lungo e in largo attraverso la Toscana, di viaggiare in diverse regioni italiane, e di recarsi anche all’estero: un vero e proprio precursore del moderno trekking. Ricoprì incarichi importanti, che lo fecero conoscere ed apprezzare negli ambienti scientifici europei.
Scrisse un’opera di grande rilievo nella cultura naturalistica del ‘700: “Nova Plantarum Genera” in cui vennero descritte numerose specie di piante, compresi i funghi; pertanto possiamo dire che proprio con lui ebbe inizio la moderna micologia.
Il manoscritto originale del Micheli con i suoi preziosi disegni è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Firenze, mentre presso l’Istituto Botanico dell’Università di Firenze, adiacente al Giardino dei Semplici che lui diresse, si conserva una parte del suo erbario micologico.

Come nascono i funghi?
In Natura, obiettivo primario di ogni essere vivente è quello di perpetuare la specie, oltre i limiti della vita del singolo individuo. Ciò avviene attraverso la riproduzione, al termine del cui ciclo si determina la nascita di un nuovo individuo.
Nei funghi, la riproduzione può avvenire tramite riproduzione sessuale (o gamica) oppure tramite la riproduzione asessuale (o agamica):
Riproduzione sessuale o gamica, tipica dei funghi superiori, macroscopici.
La riproduzione sessuale o gamica ha inizio con la germinazione di una spora, generata dalla cellula terminale di un fungo all’apice di un basidio (basidiospora) o contenuta all’interno di un asco (ascospora). Dalla germinazione delle spore ha origine un micelio di polarità positiva o negativa (a seconda della spora dalla quale si è prodotto): tale micelio, detto micelio primario o aploide, non è di per sé in grado di produrre una fruttificazione (carpoforo) se non si fonde con un micelio di polarità opposta generando un micelio secondario o diploide, ossia ad un nuovo micelio composto da cellule contenenti nuclei maschili e femminili. Nel meccanismo di riproduzione sopra descritto abbiamo un micelio eterotallico, ma non è infrequente, per alcuni generi di funghi, trovarsi in presenza di un micelio omotallico, composto da cellule contenenti sin dall’inizio un solo nucleo con doppia polarità; in questo caso avremo un tipo di riproduzione agamica poiché lo stesso micelio omotallico sarà in grado di produrre carpofori senza bisogno di fondersi con un altro micelio in quella che viene detta riproduzione gamica.
Riproduzione asessuale o agamica, comune nei funghi inferiori.
Può avvenire o attraverso la “propagazione vegetativa” (frammentazione di parti del micelio) oppure, come avviene di norma nei funghi unicellulari, attraverso la duplicazione del nucleo di una cellula e la successiva divisione della cellula madre in due altre cellule, o, infine attraverso l’intervento di elementi riproduttori specializzati in grado di produrre spore esogene dette “conidi”.

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Nascita e particolarità dei funghi
In determinate condizioni ambientali (temperatura, umidità, ecc.), le ife che compongono il micelio tendono a raggrupparsi ed a formare un “carpoforo”; l’embrione del fungo si forma quindi nel substrato e, crescendo, verrà alla luce. Quelli che noi comunemente chiamiamo funghi, altro non sono quindi che la fruttificazione di un micelio, la cui funzione è quella di portarsi al di fuori del substrato, produrre nuove spore e permetterne la più ampia diffusione.

E’ interessante notare come i carpofori o funghi (nella loro più comune accezione), per venire alla luce, debbano vincere una serie di resistenze prodotte dalla consistenza del terreno o del legno, dai residui di cui è cosparso il terreno stesso come rametti, sassolini, fogliame, ecc.

Per i funghi del legno (per lo più parassiti o saprofiti) il problema è relativamente semplice: la spora, germinando sulla superficie legnosa, genera un micelio che si insinua all’interno della sostanza legnosa e produce un fungo, normalmente duro e compatto, che nasce lì dove il legname risulta fessurato o in qualche maniera deteriorato.

Per i funghi simbionti che crescono sul terreno perché il micelio per nutrirsi hanno bisogno di unirsi ai peli radicali di una essenza vegetale (“micorriza”), la Natura provvede a dotare i funghi di forme particolari che possano vincere la resistenza del terreno. Soccorre, a questo proposito, ricordare che i funghi possono essere eterogenei o omogenei a seconda che la trama cellulare del cappello sia diversa o uguale alla trama cellulare del gambo. E’ chiaro che i funghi eterogenei sono normalmente molto più fragili e delicati di quelli omogenei dal momento che il cappello tende facilmente a staccarsi dal gambo.
In quest’ultimo caso, il fungo, nel momento in cui deve vincere la resistenza del substrato, ha la necessità di essere protetto da un involucro (velo generale) a forma di uovo dal quale il carpoforo sguscerà fuori solo quando esso si troverà, libero, all’aria aperta: è il caso di molte Amanite o delle Volvarie. La stessa forma ovoidale dell’ovolo, consente al fungo di farsi strada tra i detriti senza che il fungo debba subire eccessivi danneggiamenti. Ricordiamo che nel fungo adulto e quindi in condizione di sporulare, il velo generale può rimanere alla base del gambo sotto forma di una volva o, frazionandosi, ornare la superficie del cappello con verruche o minuscole placche.

I funghi omogenei, più resistenti, non hanno di solito un velo di protezione ma assumono direttamente una forma sferica o lanceolata in grado di spostare piccole zolle di terreno ed i detriti di cui il terreno è cosparso, prima di aprire il cappello e permettere alla parte fertile, posta al di sotto del cappello, di emettere le spore. Ad es. una Russula, quando nasce, ha un cappello quasi completamente emisferico, in grado sia di farsi strada nel terreno, sia di proteggere, con l’orlo del cappello ripiegato fino al gambo, la superficie imeniale; vinta la resistenza che si oppone alla sua nascita, il cappello del fungo si distende, fino ad assumere una forma pianeggiante o addirittura concava.

Analogo discorso può farsi per i funghi che non hanno la superficie imeniale (lamelle, tubuli, pori o idni) posta al di sotto del cappello. I Gasteromiceti (come le Vescie) che hanno le spore racchiuse nella carne, come in un involucro, hanno forme più o meno tondeggianti e in alcuni casi hanno un tessuto che li protegge al momento della nascita salvo poi aprirsi in lacinie assumendo la forma di una piccola stella, come i funghi del genere Geastrum. Tra i Gasteromiceti i funghi dei Generi Phallus, Mutinus e Clathrus, la cui struttura è particolarmente delicata, si presentano, allo stato embrionale, racchiusi in un particolare ovolo protettivo.

Anche i Cantharellus, come ad es. i “galletti” o le Ramarie (o Ditole) si presentano sul terreno, all’inizio, come bottoncini compatti e duri

Soltanto funghi, resistenti e compatti come certe Russole o certi Lattari vengono su dal terreno con il cappello già almeno parzialmente aperto: essi sono in grado di sollevare e portare sul cappello terriccio, fogliame ed altri detriti vegetali; lo sa bene il cercatore provetto che dall’osservazione del terreno è in grado di scorgere il fungo anche quando esso è ancora nascosto e di scoprirlo rimuovendo con un bastoncino il terriccio e la lettiera che lo ricoprono. La forza di alcuni funghi che nascono in colonie numerose ed appressate è tale che essi riescono persino a sollevare l’asfalto delle strade: colonie numerosissime di Agaricus bitorquis, riuscirono a danneggiare la pista di atterraggio dell’aereoporto di Ciampino.

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Dove nascono i funghi?
Nei prati, nei giardini, nei parchi, nelle aree boschive distrutte dagli incendi, e perfino nell’arido asfalto stradale. Ma l’ambiente ideale dove raccogliere i funghi sono i boschi, a qualsiasi latitudine e altezza si trovano (fino a quasi 2.000 metri).
Chi vuole conoscere i luoghi dove nascono i funghi per poi poterli raccogliere, è importante che rispetti delle regole dettate soprattutto dal buon senso:
Non andare a cercar funghi subito dopo la pioggia, sperando di arrivare per primi appena dopo la loro nascita, perchè ci sono molte probabilità di scivolare e farsi male.
Non raccogliere funghi lungo i viali o nei giardini pubblici delle nostre città, perché contengono metalli tossici dovuti all’inquinamento ambientale, e residui di fitofarmaci impiegati nei trattamenti antiparassitari.
Non disporre i funghi nei soliti sacchetti di plastica, ma in panieri o cestini traforati di materiale rigido, per favorirne una migliore conservazione e per permettere la disseminazione delle spore nel bosco.
Non mettere nel medesimo contenitore funghi commestibili e funghi velenosi, perché si potrebbero verificare pericolose contaminazioni dovute alla disseminazione delle spore; tenere separati i funghi di grosse dimensioni da quelli piccoli e fragili, per evitare ammaccature e spezzettamenti.
In caso di dubbio sulla commestibilità dei funghi, chiedere consiglio a chi se ne intende. E’ pericoloso azzardare diagnosi da soli, quando si è alle prime armi, né bisogna fidarsi troppo di certi presunti intenditori sempre pronti a dispensare consigli: non si impara a riconoscere i funghi dall’oggi al domani, ma per ottenere i primi incoraggianti risultati occorrono tempo e pazienza.

Alcuni pregiudizi completamente FALSI sul mondo dei funghi:

a) I funghi che crescono nel mio albero sono buoni.

b) I funghi bianchi sono tutti buoni.

c) I funghi mangiati dalle lumache sono buoni.

d) Prima di consumare dei funghi è bene farli assaggiare al gatto.

e) I funghi che crescono vicino aI ferri arrugginiti sono tutti velenosi.

f) Se i funghi sono velenosi il cucchiaio d’argento immerso nel liquido di cottura annerisce.

g) I funghi che crescono sul legno sono tutti buoni.

h) Un fungo diventa velenoso se viene morso da una vipera.

i) L’aglio in presenza di funghi velenosi si annerisce.

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Comments
Gianfranco 28 settembre 2009

VERAMENTE INTERESSANTE COPLIMENTI !
UN PRINCIPIANTE
GRAZIE!!

Paolo 30 maggio 2010

Complimenti per le Vs delucidazioni che condivido pienamente.
Nonostante siano circa 45 anni che vado in cerca di funghi ogni tanto ho dei dubbi ed in quel caso ritengo sia giusto non rischiare.
Riguardo alla nota che avete fatto sulla contaminazione dei funghi se messi assieme nello stesso contenitore vorrei farVi venire dei dubbi in quanto una micologa in trentino dove ha tenuto una conferenza in merito alla tossicità dei
funghi sosteneva che non vi è alcuna possibilità di “contagio ” tra loro se messi a contatto fermo restando che anche i vigili sanitari della mia città ogni
volta che li ho interpellati per sapere se commestibili o no non mi hanno mai detto di buttare gli altri.RingraziandoVi porgo cordiali saluti.

Enrico Pozzi 9 settembre 2010

mi è piaciuto moltissimo l’articolo ma un dubbio mi è rimasto, un fungo quanto impiega a nascere? inoltre i funghi piccoli se non vengono raccolti aumentano di altezza e/o peso?
grazie e complimenti

admin 9 settembre 2010

I funghi impiegano pochissimo a crescere, dal momento in cui forano il terreno si sviluppano in 2-3 giorni a seconda della temperatura e dell’umidita’. In genere passato questo tempo anche se il fungo e’ piccolo difficilmente cresce, ed in ogni caso cresce molto poco.

Pier LUigi Ghelli 9 ottobre 2010

Molto interessante il Vostro articolo.Grazie

agostino 6 novembre 2010

DOMANDA: è vero che i funghi che crescono sotto gli alberi da frutta so commestibili?

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