LA PROCESSIONARIA DEL PINO (Thaumatopoea Pityocampa) E LA PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA (Thaumetopoea processionea)

Di Fabrizio del 3 agosto, 2009, 5:01 pm


processonaria-quercia-pinoCos’è la Processionaria
La processionaria giovane si presenta come una larva dalle dimensioni che vanno da 1 cm fino a 3 cm e mezzo, dotata di numerosi peli irritanti anche per l’uomo, che usano come tecnica di difesa.
I gruppi di larve di processionaria si spostano quasi sempre in fila indiana (deve il suo nome proprio alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di “processione”) e si compattano quando raggiungono il loro nido di un colore bianco simile alla seta. Il nido viene usato per rideporre le uova o viene scartato (le nuove larve saranno costrette a ricostruirlo).

processionaria-falenaLe cosiddette farfalle triangolari non sono altro che processionarie adulte e sono totalmente innocue, sebbene siano notturne, e non entrano molto facilmente nelle case abitate. Le dimensioni possono essere variabili, ma la misura principale delle processionarie è di 3-4 cm e la colorazione delle ali è variabile dal bianco sporco al giallo avorio chiaro, con delle striature quasi invisibili di colore più scuro. L’apertura alare è di 5 cm circa. Come molte falene, la processionaria può emettere, se minacciata, un liquido giallastro irritante per poi volare via.

Luogo di diffusione e habitat della Processionaria
La processionaria è un insetto diffuso nelle regioni temperate del bacino del mar Mediterraneo (Europa meridionale, Medio Oriente e Africa settentrionale), particolarmente lungo gli alberi ai lati delle strade e sulle piante marginali delle formazioni boscose.

La Processionaria del Pino (Thaumatopoea Pityocampa)
Il “bruco” della processionaria del pino è considerato come uno dei principali fattori limitanti per lo sviluppo e la sopravvivenza delle pinete del Mediterraneo. Questo perchè la processionaria attacca prevalentemente piante delle specie Pinus nigra (Pino Nero) e Pinus sylvestris (Pino Silvestre), ma talvolta danneggia anche Pinus halepensis, Pinus pinea e Pinus pinaster; di rado attacca Pinus strobus, non è raro che la processionaria del pino possa attaccare pure larici e cedri.

processionaria-pino-nido

I nidi della processionaria del pino, dove svernano le larve, sono riconoscibili anche a distanza; sono di forma piriforme e di colore bianco brillante, localizzati soprattutto sulle cime e agli apici dei rami laterali. A partire dalla fine di autunno-inizio inverno, l’osservazione dei nidi bianchi lascia pochi dubbi sulla presenza di questo insetto, che allo stato larvale causa danni sulle foglie (necrosi) e sui rametti, come defogliamenti.

Per quanto riguarda il ciclo biologico della processionaria, essa è attiva solo durante i periodi freddi dell’anno, dal momento che trascorre i caldi mesi estivi come bozzolo seppelito sotto terra.
Il ciclo inizia quando le falene iniziano a emergere dal suolo nel mese di agosto; trascorso qualche giorno iniziano la ricerca di piante adatte per deporre le uova.
Ogni femmina di processionaria produce delle uova che vengono fissate ad un ago dell’albero ospitante. L’ammasso può contenere fino a 300 uova, dalle quali dopo almeno 4 settimane nascono le larve. Le uova sono completamente ricoperte da scaglie provenienti dall’addome della femmina.
Nonostante le piccole dimensioni, le larve della processionaria sono dotate di forti mandibole in grado di smembrare i duri aghi già subito dopo la nascita.
In poco tempo, mangiato completamente un ramo, si muovono in fila alla ricerca di nuovo cibo.
I bruchi vivono in gruppo. Inizialmente sono nomadi, spostandosi di ramo in ramo costruendo nuovi nidi provvisori, ma verso ottobre formano un nido fisso dove affronteranno l’inverno.
L’attività riprende in primavera e le processionarie, in genere verso la fine di maggio, si dirigono in un luogo adatto per tessere il bozzolo.
Trovato il nido la processionaria si interrano ad una profondità variabile di circa 15 cm. Lo stato di crisalide ha durata di circa un mese, ma può prolungarsi anche per uno o più anni.
L’insetto, raggiunta la maturità e avvenuta la metamorfosi, durante il mese di luglio esce dal bozzolo.
L’adulto è una falena con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con delle striature marroni; la femmina è solitamente di dimensioni lievemente maggiori del maschio.
La loro vita è molto breve: non più di 2 giorni.

La Processionaria della Quercia (Thaumetopoea processionea)
processionaria-querciaGli adulti della processionaria della quercia sono farfalle notturne molto simili alla processionaria del pino.
Le larve sono di colore grigiastro e anch’esse fornite di peli altamente urticanti. Questi bruchi compaiono in aprile, hanno un’attività più intensa nelle fasi crepuscolari e notturne del giorno, e si spostano per alimentarsi formando processioni irregolari.
Durante il giorno le larve di processionaria si riparano dentro nidi appiattiti costruiti sui grossi rami o alla base del fusto della pianta colpita dal parassita: la quercia a foglia caduca.
Concluso lo sviluppo larvale, avviene l’incrisalidamento all’interno di un nido definitivo, solitamente posto lungo il tronco della quercia. La metamorfosi porterà ad una nascita di una nuova falena tra luglio e settembre.
I problemi causati dalla processionaria della quercia sono gli stessi provocati dalla processionaria del pino.

Come combattere la Processonaria
Esistono vari metodi per combattere la processionaria e sono efficaci sia contro la processionaria del pino sia quella della quercia.

Il primo metodo consiste nella distruzione dei nidi della processionaria: in inverno (indicativamente tra dicembre e l´inizio di febbraio) è il periodo in cui ci si accorge della presenza dell’insetto, quando sono ben visibili sulla chioma, soprattutto nelle porzioni esterne, i nidi formati dalle larve. Altrettanto ben visibili sono le processioni che si osservano sui tronchi e sull’erba nel periodo primaverile che precede il loro interramento nel suolo. E’ quindi questo il periodo migliore per distruggere i nidi di processionaria, evitando accuratamente ogni contatto con le larve, altamente urticanti; è di fondamentale importanza, tagliare e bruciare i nidi, senza dimenticare di operare con la massima cautela adottando adeguate misure protettive. Il taglio dei nidi riduce la pressione esercitata dall’insetto, ma non abbatte completamente l’infestazione.
Tale metodo di intervento si rivela efficace, ma piuttosto costoso in termini economici e di tempo: risulta conveniente solo se utilizzato su una superficie ristretta; in caso l’aerea di intervento sia molto estesa, è preferibile la lotta microbiologica.
Il secondo metodo utilizzato per combattere la Processionaria è difatti la lotta microbiologica. Attualmente è il metodo di intervento più utilizzato e consiste nell’impiego dell’insetticida biologico Bacillus thuringiensis kurstaki (Btk). Il Bacillus thuringiensis è un batterio che, colpita una processionaria, paralizza la larva danneggiandone i centri nervosi. Tale insetticida colpisce solo alcuni tipi di insetti, dunque non risulta pericoloso per la biodiversità della zona dove il trattamento viene effettuato.
L’insetticida può essere diffuso con mezzo aereo o tramite un atomizzatore.
Un altro metodo consiste nell’utilzzare trappole ai feromoni (o ferormoni): dove i ferormoni sono sostanze chimiche rilasciate dalla femmina di processionaria per attirare il maschio durante il periodo dell’accoppiamento.
Disporre di trappole ai ferormoni può essere utile per monitorare la diffusione delle falene di processionaria e per confondere le falene maschio alla ricerca della femmina. Evitando l’incontro tra i sessi si evita la fecondazione e quindi la formazione di una nuova generazione di processionaria.
Il periodo migliore per posizionare i diffusori di feromoni è il mese di giugno, quando riprendono gli sfarfallamenti degli adulti di processionaria.
I feromoni sono sostanze innocue nei confronti dell’uomo e degli animali ed il loro impiego non ha alcun effetto sull’ambiente.

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Gli effetti della processonaria sull’uomo
I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente sotto l’azione del vento. Data la particolare struttura (terminano infatti con minuscoli ganci), questi peli si attaccano facilmente alla pelle, provocando una reazione urticante data dal rilascio di istamina (sostanza rilasciata anche in reazioni allergiche). Chi avesse ripetuti contatti con la processionaria presenta reazioni che peggiorano con ogni nuovo contatto. In casi gravi può addirittura verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).
A seconda della zona del corpo interessata, diversi sono i sintomi:
In caso di contatto con la pelle di peli di processionaria, può presentarsi un’apparizione di una dolorosa eruzione cutanea con forte prurito. La reazione cutanea ha luogo non solo sulle parti della pelle non coperte dai vestiti, ma anche sul resto del corpo: il sudore e lo sfregamento dei vestiti facilitano la dispersione dei peli.
In caso di contatto con gli occhi può esserci un rapido sviluppo di congiuntivite (con rossore e dolore agli occhi). Se un pelo urticante di processionaria arriva in profondità del tessuto oculare, si verificano gravi reazioni infiammatorie e, in rari casi, la progressione a cecità.
In caso di inalazione, i peli urticanti irritano le vie respiratorie. Questa irritazione si manifesta con starnuti, mal di gola, difficoltà nella deglutizione e, eventualmente, difficoltà respiratoria provocata da un broncospasmo.
In caso di ingestione può avvenire un’infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.

Curiosità sulla processionaria
processionaria-processioneEsiste una particolare differenza tra la processionaria della quercia e quella del pino:
La marcia nella processionaria della quercia viene guidata da un bruco capofila, seguito da una seconda fila di bruchi disposti a coppia, questi a loro volta sono seguiti da una formazione di tre bruchi e ancora più indietro una formazione ordinata per quattro, e così via fintanto che la processione si allarga anche con quindici-venti individui; dopo la massima ampiezza la processione decresce assottigliandosi man mano ad un solo individuo.
Nella processionaria del pino, invece, i bruchi usciti dal nido in cerca di alimentazione, si dispongono in fila Indiana, in modo che la testa dell’uno venga a contatto con l’addome di quello che lo precede, raggiungendo così processioni lunghe parecchi metri. E’ possibile inoltre che dallo stesso nido possono formarsi una o più processioni, anche con direzioni diverse.

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Comments
Bruno Besozzi 10 febbraio 2010

buon giorno, vorrei un consiglio……abito sulla collina sopra Taino (VA), siamo infestati dalle processionarie, abbiamo fatto un intervento con chimica Btk ? ma i risultati sono stati minimi vista la densità e l’altezza delle piante …penso che ora dovremo solo stare attenti ad ucciderle prima he si interrrino….ma no esiste un metodo x bloccarle sul tronco della pianta ??’ e dove posso trovare il feromone e come va usato ??
grazie in anticipo …….ma abbiamo un grande problema anche x i ns cani
bruno besozzi

Denise 27 luglio 2010

Buonasera vorrei sapere se questi tipi di animali formano il loro nido

nelle case!una l’ho trovata in casa ma l’ho elimata subito visto che ho due cani!ho sentito dire che escono di sera ma più o meno in che orari perché ne ho vista una verso le sette di sera!un ultima domanda quanto tempo rimangono in giro perché ce chi dice fino luglio e chi agosto grazie

Gabriella Pellegreffi 18 dicembre 2010

vorrei sapere quali pericoli corrono i cani/gatti che entrano in contatto con questo bruco,grazie.

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