NEGROAMARO IGT
Di Fabrizio del 29 giugno, 2009, 2:54 pm
Descrizione del vitigno:
Introdotto forse dai greci in Puglia, trova la sua massima diffusione nel Leccese, Brindisino ed in provincia di Taranto.
Il suo nome deriva dal termine dialettale “niuru maru”, per il caratteristico colore nero dell’acino e il sapore ticamente amarognolo del vino che se ne ricava. E’ molto diffuso in Puglia, in particolare nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto. Ha molti altri sinonimi fra cui nicra amaro, abruzzese, uva cane, arbese, albese, nero leccese, jonico, mangiaverde.
Vitigno molto vigoroso a germogliamento medio, con tralci robusti, si adatta ai diversi terreni ed a climi caldi anche se aridi.
Varietà: Negroamaro in purezza
Resa per ettaro: 120 q.li uva
Epoca di vendemmia: terza decade di Settembre
Capacità di invecchiamento: 4/6 anni
Gastronomia: primi piatti saporosi, arrosti di carni rosse e bianche e formaggi stagionati.
Temperatura di servizio: 18°C
Vinificazione: L’estrazione dei profumi e del colore dalle bucce avviene in vinificatori termocondizionati da 150 hl di capacità e dura mediamente sei giorni. Dopo la separazione il mosto continua la fermentazione alcolica per alcuni giorni e successivamente la fermentazione malolattica in vasche vetrificate. Dopo, viene messo in botti piccole ove riposa per qualche mese, prima dell’affinamento in bottiglia e della sua commercializzazione.
Esame organolettico: Dal colore rubino vivo e brillante è un vino di buona stoffa, ricca di frutta; al naso dolce con sentori di frutti rossi e tabacco; in bocca è armonico, finemente articolato e di buona persistenza.
Popularity: 1%
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